Draghi ha incontrato Mattarella: dalla manovra ai mercati, ecco di che cosa hanno parlato

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La manovra di bilancio dovrà superare l’esame della Commissione europea e dei mercati internazionali. Passaggi che preoccupano il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi che si sono incontrati, riservatamente, al Quirinale
di Enrico Marro
Draghi ha incontrato Mattarella: dalla manovra ai mercati, ecco di che cosa hanno parlato shadow

La Nota di aggiornamento del Def (Documento di economia e finanza) è finalmente arrivata in Parlamento e al Quirinale, ma la partita è appena agli inizi per il governo Conte. E sarà una partita lunga e piena di insidie. La manovra di bilancio dovrà infatti superare non solo una serie di delicati passaggi istituzionali, ma anche l’esame della Commissione europea e dei mercati internazionali. Passaggi ed esami che preoccupano il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi. I due si sentono spesso al telefono, ma mercoledì scorso si sono anche incontrati, riservatamente, al Quirinale.

Draghi ha già più volte espresso il suo pensiero, dicendo che, finora, le continue esternazioni dei vari ministri hanno prodotto danni, facendo salire lo spread, e quindi gli oneri sul debito pubblico che si scaricano inevitabilmente su famiglie e imprese. Il presidente della Bce ha anche ammonito sul fatto che un giudizio compiuto sulla manovra si potrà dare solo dopo che questa sarà stata approvata dal Parlamento, come a sottolineare che sarebbe bene evitare che durante l’esame alle Camere il testo presentato dal governo subisca peggioramenti. Ma soprattutto ciò che sembra preoccupare Draghi è la sottovalutazione da parte dell’esecutivo del contesto internazionale nel quale la manovra si cala. Preoccupazioni condivise da Mattarella: economia in frenata; fibrillazioni sui mercati; incertezza del quadro politico europeo; fine, entro l’anno, del «Quantitative easing», cioè dell’acquisto di titoli di Stato da parte della Bce, che in questi anni ha aiutato tutti i Paesi europei e in particolare l’Italia.

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La misura
Ovviamente non spetta a Mattarella e Draghi sindacare le scelte politiche del governo né quelle che farà il Parlamento. Ma il primo si prepara a far valere le sue prerogative di guardiano della Costituzione, la quale, soprattutto alla luce dei nuovi articoli 81 e 97, concede scarsi margini di flessibilità rispetto al criterio del pareggio di bilancio e il secondo a svolgere il suo ruolo di tutore della stabilità dell’euro, che Draghi ha sempre affermato essere una scelta irreversibile. Ma vediamo i passaggi che dovrà affrontare la manovra. Sulla Nota al Def si dovrà pronunciare nei prossimi giorni l’Ufficio parlamentare di Bilancio (Upb) autorità indipendente istituita dalla legge col compito di certificare l’attendibilità del quadro di finanza pubblica prospettato dal governo. Il Def infatti non è una legge, ma una relazione (123 pagine) che contiene gli obiettivi e la cornice nella quale poi verranno calate le singole misure, cioè in questo caso il «reddito di cittadinanza», «quota cento» sulle pensioni e la «flat tax» per le partite Iva. Misure che concretamente prenderanno forma con la legge di Bilancio per il 2019 che il consiglio dei ministri approverà entro il 20 ottobre.

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L’Upb dovrà dire se la cornice indicata nella Nota al Def è credibile, cioè se effettivamente il prodotto interno lordo potrà crescere l’anno prossimo dell’1,5% (e poi dell’1,6% e 1,4% nei due anni successivi), se si riuscirà a portare il deficit dal 2,4% del Pil nel 2019 all’1,8% nel 2021, se sta in piedi anche il previsto calo del debito di 4 punti in rapporto al Pil. Se l’Upb dovesse bocciare i conti del governo, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, sarebbe costretto ad andare in Parlamento a difendere o eventualmente correggere le tabelle con i saldi di bilancio. La Nota al Def, inoltre, sarà accompagnata da una relazione al Parlamento che chiede l’autorizzazione a rallentare il percorso di avvicinamento al pareggio strutturale di bilancio, rispetto a quanto previsto finora. Questa relazione, richiesta dall’articolo 81 della Costituzione, dovrà essere approvata a maggioranza assoluta dei componenti di Camera e Senato. Ma su questo non sembrano esserci problemi.

Qualche problema potrebbe invece esserci col Quirinale, dove i costituzionalisti dovranno esaminare se la deviazione dal percorso di avvicinamento sia compatibile con quanto la carta fondamentale consente, cioè che sia possibile solo alla luce di un ciclo economico avverso. Ma anche questo ostacolo potrebbe essere superato, anche perché la deviazione è stata consentita già ai governi della scorsa legislatura. Ci sono però gli esami, per così dire, esterni all’Italia. Il primo è quello dei mercati. Non solo quello esplicitato ogni giorno con il verdetto sullo spread, ma quelli già calendarizzati per il 26 e il 31 ottobre, giorni nei quali Standard & Poor’s e Moody’s daranno, rispettivamente, il rating sull’Italia. Se decidessero di abbassarlo, significherebbe arrivare a un gradino dal livello dove i titoli di Stato di un Paese sono considerati spazzatura, cioè a rischio di non essere rimborsati. A quel punto sarebbe inevitabile un forte aumento dello spread e anche le valutazioni contenute nella Nota al Def sulla spesa per interessi sul debito dovrebbero essere corrette al rialzo. Il verdetto delle due agenzie di rating sarà chiaramente influenzato dalla legge di Bilancio che il governo approverà fra un paio di settimane. Questa legge, come già la Nota, sarà mandata anche alla commissione europea, che avrà due settimane per esaminarla. Se nel frattempo ci fosse stato un downgrading del rating sull’Italia è probabile che la manovra verrebbe bocciata dalla Ue. La commissione chiederebbe al governo di modificarla, pena l’apertura di una “procedura d’infrazione”. Verso la quale magari Salvini e Di Maio farebbero spallucce, ma che certamente getterebbe altra benzina sul fuoco dello spread. Se questa è la situazione, come dar torto alle preoccupazioni di Mattarella e Draghi?

fonte : https://www.corriere.it/economia/18_ottobre_05/italia-conti-manovra-l-incontro-draghi-mattarella-1beb6c06-c87e-11e8-81ab-863c582a99f0.shtml

 

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