SULLA TAP? DI MAIO DICE LA VERITÀ, CALENDA SOLO BUGIE ! TRASPARENZA SULLE PENALI

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• TAP: uno sguardo lucido sui fatti.
• Comprendo l’agitazione del momento in merito alla vicenda TAP, tuttavia vi chiedo un momento per ragionare sui fatti, prendiamoci 5 minuti e guardiamo la situazione da un punto di vista strettamente “pratico”.
• Dunque, in primis è necessario fare un passettino indietro. Quattro mesi fa Palazzo Chigi ed il Ministero dello sviluppo economico avviano lo studio per comprendere quanto, l’eventuale uscita dal progetto TAP, potesse costarci.
Ebbene, dopo un lavoro incessante e certosino si giunge alla cifra di 20 miliardi, con l’ipotesi che si potesse arrivare anche a 70 miliardi.
Cifra che deriverebbe dalle inevitabili azioni risarcitorie (a carico dello Stato) che gli investitori non esiterebbero a pretendere.
Così come le pretenderebbero le aziende appaltatrici e gli importatori/acquirenti, ovvero le società firmatarie dei contratti d’acquisto del gas: ben otto in tutta Europa (tra cui gli italiani Enel, Edison, Hera).
• Si parla, inoltre, di contratti internazionali, bene, il riferimento è all’accordo tra Italia, Grecia ed Albania -i paesi interessati dal passaggio dell’opera- sottoscritto dai tre governi succitati ed avallato dal parlamento italiano nel 2013.
❗️RATIFICATO NEL 2013❗️
Duemila tredici, ok?
Quando NON c’era il MoVimento 5 Stelle al governo. Ed è lì il problema.
Il problema è a monte. Il problema è una scellerata eredità che non abbiamo di certo scelto.
Il punto è che l’Italia NON doveva -sin dall’inizio- sottoscrivere tale accordo invece, spudoratamente, l’ha fatto.
Nell’ accordo ci sono due articoli, nello specifico 7 e 11, intitolati “non interruzione del progetto e responsabilità” inerenti impegni e violazioni.
• Infine, lo stop al TAP da parte dell’Italia avrebbe dovuto comportare, per prima cosa, l’annullamento in autotutela dell’autorizzazione unica del maggio 2015.
Annullamento che, come ben sappiamo, dev’essere motivato da nuovi elementi progettuali o di incompatibilità normativa, cioè deve verificarsi una modifica significativa nell’opera o, in generale, nel contesto. Sempre con il rischio di successive azioni risarcitorie come accennato sopra e come previsto dal Codice Civile.
•Il MoVimento 5 Stelle ha condotto una battaglia serratissima contro un’opera obbrobriosa.
Ha continuato a condurla anche al governo, studiando, valutando, avvalendosi di consultazioni e perizie specifiche per capire come uscire da una posizione scomoda in cui mai avremmo voluto trovarci.
L’unica via è quella di rintracciare nelle autorizzazioni vizi, inadempienze, errori progettuali in modo da richiedere lo stop definitivo dell’opera.
Altrimenti, se non si riesce a provare ciò, non c’è altro da fare e non dipende da noi.
Non dipende da un governo insediatosi appena a Giugno.
E questo non vuol dire giustificare, vuol dire guardare ai fatti con obiettività.
Sono vicino agli amici pugliesi, capisco la rabbia ma valutiamo le circostanze e, soprattutto, restiamo uniti!
CALENDA HA DIMENTICATO LA RATIFICA DELL’ACCORDO PD PER LA TAP, RACCONTANO SOLO BUGIE AGLI ITALIANI!
“Una “carta” che dimostra chi imbroglia davvero su Tap c’è ed è la ratifica dell’accordo votato in parlamento dal Pd. Gli unici a mentire sul Tap sono Calenda, Emiliano e suoi compagni di partito. L’accordo è stato votato in Parlamento dal Pd, molto prima che il MoVimento 5 Stelle arrivasse al Governo, ed è un accordo che vincola il Paese addirittura fino allo smantellamento dell’impianto!
Forse, Calenda ed Emiliano dimenticano che per l’Italia, ora, ci sono solo doveri e obblighi da rispettare e non c’è nessuna possibilità di recedere. Si tratta di un accordo tombale e il Paese non può fare altro che subire le decisioni prese per colpa del PD in Parlamento. Sciacalli sia ieri che oggi. Dimenticano che tra costi sostenuti dal Tap per fare l’opera che attraversa diversi Paesi e tutti i mancati guadagni da corrispondere come minimo per i prossimi 25 anni a titolo di risarcimento danni, il conto per l’Italia sarebbe disastroso. Per rendere l’idea: il volume di affari della vendita di gas azero ammonta a 200 miliardi di dollari su accordi venticinquennali, secondo quanto riferito al Senato proprio dall’allora vice ministra del PD Marta Dessù, che nel 2013 sponsorizzava il provvedimento e rendeva appetibile l’opera. E questo solo per un anno. Immaginate il mancato volume d’affari moltiplicato per 25 anni che l’Italia sarebbe obbligata a pagare in caso di recesso. Altro che i miliardi previsti per la Manovra del popolo, che tanto viene criticata dallo stesso Pd. È una mina lasciata a terra dagli imbroglioni per natura che ci hanno preceduto, ed è impossibile da disinnescare. E Calenda, Emiliano, Letta e tutto il PD sono i principali ed unici veri responsabili”.

fonte : https://notizieinmovimentonews.blogspot.com/2018/10/sulla-tap-di-maio-dice-la-verita.html?fbclid=IwAR3RePMKBONP5sbv8FBgj1386hRMxYjveLjFM8-Ky4fa-38H3TnrDcReMeY
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