Marocchina e musulmana si scaglia contro le donne di sinistra: così ci mancano di rispetto. Che bomba.

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Kawtar Barghout, marocchina 26enne, residente in Italia da quando aveva due anni, è musulmana ed è rappresentante dell’associazione Stop Radicalizzazione. Senza mezzi termini o censure, si scaglia contro quello che definisce buonismo ipocrita: “Laura Boldrini, Federica Mogherini, Emma Bonino… Mai sentito dire che stanno dalla parte delle donne che pagano col sangue o con la propria libertà la lotta contro l’obbligo del velo nei Paesi islamici. Sono femministe a intermittenza, femministe solo se conviene, progressiste di comodo”. Parole difficili da accettare per chi si è sempre definita paladina dei diritti delle donne come il presidente della Camera. Rispetto ad una delle questioni più delicate ma sentite di sempre, l’obbligo di indossare il velo, dichiara: “Parliamo di giovani arrestate per aver fatto feste private, in casa, senza il velo, in presenza di uomini. Eppure per loro le politiche italiane non si sono espresse. Neanche una parola di solidarietà, di sdegno. Peggio, sono loro le prime, quando vanno nei Paesi islamici, a sottomettersi e a coprirsi il capo…”. Non sono obbligate a farlo? Chiede Libero alla ragazza:
No. Le rappresentanti istituzionali non devono indossare il velo per forza. Theresa May, per esempio non lo ha fatto. Le nostre politiche italiane sì. E così facendo hanno mandato un messaggio sbagliato. Hanno dimostrato non solo che l’Occidente è molle ma anche una mancanza di rispetto per le donne che sono morte per abolire l’obbligo del velo. Hanno svilito tutto quello che hanno fatto donne comuni. Hanno calpestato il sangue che hanno versato.” Cosa devono fare quindi le europee e le italiane per aiutare le donne che vivono nei Paesi islamici?
“Il primo gesto è proprio questo. Rifiutarsi di indossare il velo e parlare dei veri problemi delle donne delle comunità musulmane. Infibulazione, spose bambine, diritti violati. Devono dire chiaramente che queste cose non si fanno, non possono accettarle nascondendosi dietro la falsa scusa che questa è la cultura islamica, perché non è così”. Dopodichè si scaglia contro i passi indietro fatti dalla cultura occidentale per non offendere le religioni degli immigrati: “è da manicomio non fare il presepe o non cantare la canzoncina di Gesù”, tuona. Lei ha ottenuto la cittadinanza dopo aver compiuto 18 anni e si dichiara assolutamente contraria allo Ius Soli, condannandone effetti e conseguenze: si toglie la possibilità di espellere e, considerato il rischio terroristico che corriamo, è molto pericoloso.

fonte : https://adessobasta.org/2018/01/08/marocchina-e-musulmana-si-scaglia-contro-le-donne-di-sinistra-cosi-ci-mancano-di-rispetto-che-bomba/

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