Licenziata la spazzina che prese dai rifiuti un giocattolo per regalarlo al figlio. Applicata la legge Fornero. “E’ furto”.

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Il giudice del lavoro ha respinto il ricorso e deciso per il no al reintegro dell’operatrice ecologica licenziata dall’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti a Torino. Non potrà riavere il suo posto, l’operatrice che fu licenziata in tronco dalla Cidiu Servizi di Collegno, per aver portato a casa un monopattino recuperato nella spazzatura e depositato nel mucchio di oggetti della differenziata nel capannone dell’azienda.

La donna si chiama Aicha Elizabethe Ounnadi, per tutti Lisa. Ha 41 anni, tre figli, uno di otto anni, lavorava lì dal 2006 e aveva visto quel giocattolo che faceva al caso suo. Era stato abbandonato e aveva pensato che non ci fosse nulla di male a portarlo a casa.

RICORDO DELLA DONNA

Lisa aveva subito fatto ricorso, confidando nel buon senso e anche in una immediata catena di solidarietà che si era aggregata sulla vicenda. E tutti confidavano nel fatto che il giudice del lavoro reintegrasse l’operatrice sul posto di lavoro. L’azienda, infatti, non aveva voluto alcuna pacificazione o accordo, richiamando altre vertenze simili con la stessa persona in passato e chiudendo le porte a qualunque ritorno.

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UNO SHOCK

Una sentenza che ha scioccato la donna e il suo legale. “Non capisco, sono senza parole – ha commentato Lisa. Sono distrutta”. La decisione del Tribunale è stata resa possibile in ragione della riforma della disciplina dei licenziamenti senza giusta causa: anche in presenza di un licenziamento illegittimo e ingiustificata, come in questo caso, si può non ricorrere al reintegro se sussistono motivi oggettivi, e sostituirlo con un indennizzo. Nella situazione specifica si è ritenuto che il “furto” di quello che va considerato un bene aziendale ci sia effettivamente stato. Impossibile, quindi, per il giudice ristabilire la relazione di lavoro.

DICHIARAZIONI DELLA DONNA

“Questa mattina mio figlio più piccolo mi ha abbracciata, voleva venire anche lui in Tribunale. Tutti quanti speravamo che alla fine l’azienda ci ripensasse e mi offrisse la possibilità di tornare al lavoro. Ma la favola non si è avverata”. Non solo non si è avverata ma alla fine si è trasformata in dramma. Ora per lei si fa dura. “Per una donna di 40 anni, con tre figli, è davvero difficile. In questo periodo ho ricevuto tanti attestati di stima e solidarietà da parte di colleghi, amici e politici. Ma finora nessuna offerta di lavoro”.

fonte : http://www.daily-screen.com/licenziata-la-spazzina-che-prese-dai-rifiuti-un-giocattolo-per-regalarlo-al-figlio-applicata-la-legge-fornero-e-furto-2/

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