La Kyenge non raccoglie la cacca del suo cane e i vicini gliela spalmano sui muri

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Dopo il ritrovamento di feci sulle mura della sua casa si era gridato al razzismo e si sono moltiplicati i messaggi di solidarietà, ma le motivazioni sono ben altre.

 

Il primo a iniziare il tam tam anti razzista è stato il sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli: “Cécile – ha affermato Muzzarelli – è stata colpita per il suo impegno a favore dell’integrazione multiculturale, e le modalitá barbare e violente dell’atto vandalico, deturpando persino le pareti della sua abitazione, centro degli affetti, rendono il gesto particolarmente esecrabile e da condannare. La violenza non sconfiggerá mai le idee”.

Sulla stessa linea la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, la dem Simonetta Saliera: “Sono vicina a Cecile Kyenge e condanno il grave atto vandalico e intimidatorio di cui e’ stata vittima. Si tratta chiaramente di un gesto intimidatorio nei confronti del lavoro di Cècile e di disprezzo dei valori di integrazione e inclusione che continua a difendere”.

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“Piena solidarieta’ e vicinanza per Cecile Kyenge vittima di atti vandalici per il suo impegno a favore della convivenza e della integrazione multiculturale”. Lo ha dichiarato la capo delegazione Pd, Patrizia Toia, che conclude: “E’ l’ennesimo attacco contro di lei che si inserisce in una più ampia campagna di odio e intolleranza che non può più essere tollerata in italia e che ora deve essere censurata e condannata senza ambiguità da tutte le forze politiche”.

Peccato che a distanza di poche ora dai fatti, un vicino di casa dei Kyenge, per ora rimasto anonimo, abbia confessato di essere stato lui il presunto razzista, perché esasperato dal fatto che il marito della Kyenge non raccoglieva mai le deiezioni prodotte dal loro cane, per giunta di grossa taglia, abbandonate puntualmente su piste ciclabili e aree comuni, dimostrando un’assenza totale di senso civico.

Raggiunto dal quotidiano Il Resto del Carlino, il vicino di casa di Cécile Kyenge, che per il momento non vuole svelare la sua identità, allontana da sé i sospetti che l’atto da lui compiuto possa avere una matrice razzista, spiegando che si è trattato di una classica ritorsione tra vicini.

FONTE : http://purgatorius.altervista.org/la-kyenge-non-raccoglie-la-cacca-del-suo-cane-e-i-vicini-gliela-spalmano-sui-muri/

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