Travaglio sul caso Lanzalone: ‘Ci eravamo fidati della vulgata dominante sui media. Invece è tutto sbagliato’

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“Ci eravamo fidati della vulgata dominante sui media invece è tutto sbagliato”.

Così Marco Travaglio sul caso Lanzalone, presidente dimissionato della partecipata Acea, nel suo editoriale di oggi 17 giugno.

Il direttore del Fatto Quotidiano sfata la bufala raccontata da giornali e tv secondo cui Luca Lanzalone “deve per forza essere amico di Grillo, e dunque dei Casaleggio, che per forza devono averlo piazzato prima a Livorno come consulente della giunta Nogarin e poi, tramite le loro marionette Fraccaro e Bonafede, a Roma come consulente della giunta Raggi, su su fino alla presidenza di Acea”.

Infatti la verità che emerge in queste ore è un’altra: “Lanzalone – spiega – non è amico né di Grillo né dei Casaleggio, che non conosce fino a quando approda a Livorno”.

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Lanzalone arrivò nella città toscana grazie al sindaco Filippo Nogarin, il quale è stato intervistato in merito dal Fatto. La procedura per la selezione del consulente, osserva Travaglio, “è improntata a imparzialità e meritocrazia, in linea con i principi dei 5Stelle: curriculum e competenza”.

Alla fine la giunta livornese opta per Lanzalone e “Nogarin – spiega il giornalista – chiede che all’ultimo colloquio con i quattro professionisti partecipino Di Maio e Bonafede, che con Fraccaro formano lo staff ‘Enti Locali’ del Movimento”.

Per questo motivo Fraccaro e Bonafede indicano Lanzalone alla Raggi quando esplode la “bomba dello stadio a Roma”.

Risolto il problema dello stadio, continua Travaglio, “Lanzalone viene incaricato di scrivere il nuovo statuto 5Stelle (Di Maio capo al posto di Grillo) e di seguire le cause con gli espulsi” e in seguito viene nominato presidente di Acea.

Il direttore del Fatto passa poi alle vicende giudiziarie di Lanzalone: “i pm scoprono – dalle intercettazioni – ciò che nessuno può sapere: Lanzalone ha avuto incarichi per 100 mila euro da Parnasi. Secondo la Procura è corruzione, ma già fin d’ora si può parlare di conflitto d’interessi”.

Il cosiddetto Mr.Wolf, conclude Travaglio, esce quindi “da una procedura di selezione più che corretta” e “tutto si può rimproverare a Nogarin e Raggi fuorché di aver scelto un incompetente o un manigoldo”.

FONTE:https://www.silenziefalsita.it/2018/06/17/travaglio-sul-caso-lanzalone-ci-eravamo-fidati-della-vulgata-dominante-sui-media-invece-e-tutto-sbagliato/

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