60enne legata e imbavagliata per rapina, le rompono un braccio: “Sono 3 stranieri” FACCIAMOLO SAPERE A TUTTI

Prima l’hanno minacciata con un coltello, poi l’hanno legata e imbavagliata: una donna di 60 anni è stata rapinata in casa a Fossalta di Piave, nella notte tra giovedì e venerdì. La vittima all’improvviso si è trovata davanti un trio di malviventi che le hanno legato i polsi, non prima di imbavagliarla per evitare che potesse chiedere aiuto. La donna in quel momento si trovava da sola in casa. Una volta avuto campo libero, i banditi hanno rovistato ovunque, impossessandosi soprattutto di monili e preziosi. Poi sono scappati prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. A lanciare l’allarme sono stati i parenti della signora, che l’hanno trovata ancora immobilizzata. I rilievi tecnici, dei Carabinieri di San Donà e Venezia, dovrebbero aiutare a risalire agli autori della brutale rapina.*

“Erano in 3. Mi hanno immobilizzata e uno di loro mi ha puntato contro un coltello col manico giallo. Aveva la lama lunga e seghettata”. Le immagini di ciò che è successo la sera prima passano ancora davanti agli occhi di Rosanna, aggredita da un trio di banditi mentre si trovava da sola nella sua villetta del Veneziano: “Erano stranieri, uno solo parlava italiano – continua – mi diceva di stare ferma e di non parlare”. La sventurata è stata legata con delle fascette da elettricista e imbavagliata con del nastro adesivo sulla bocca: “Sapessi quanto strette me le hanno legate”, e mostra i segni rossi sui polsi. “Stavo guardando il telegiornale in taverna quando ho sentito un forte rumore – racconta – hanno buttato giù la porta a calci. Me li sono trovati davanti e subito mi hanno aggredita, non lo auguro a nessuno”.

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Un incubo che sembrava non avere fine: “Hanno rovistato ovunque – continua la donna – erano convinti che ci fossero 3 o 4 casseforti, ma non è vero. Ho detto dove trovare la chiave dell’unica che abbiamo e hanno preso gioielli e orologi. Non c’era poi così tanto… Se ne sono andati quando hanno visto le luci del vialetto accendersi, stava tornando a casa mia nuora che abita lì (indica la casa vicino, situata in un unico lotto)”. Più Rosanna ricorda quei momenti, più prende coscienza della gravità di ciò che le è accaduto: “Mi hanno portato via in ambulanza – ricorda – non riuscivo a muovere il braccio. Ora ne avrò per 45 giorni, se tutto va bene, perché c’è anche una piccola frattura. Me la sono procurata quando mi hanno spinta a terra, all’inizio. Non potevo muovermi. Rivedo ancora quella lama davanti…”.

Uno del trio sembrava essere il capo: “Era il più cattivo – continua – mi ha detto che se non fossi stata zitta mi avrebbe fatto del male, aveva in mano un piede di porco rosso. Per fortuna che mio marito non è tornato a casa, altrimenti avrebbe reagito e chissà come sarebbe finita. Mi ha soccorso per primo mio figlio, che è entrato per caso perché gli serviva della Diavolina. Sono rimasta da sola mezz’ora, senza riuscire a lanciare l’allarme”. Minuti interminabili: “Non abbiamo ancora capito come siano entrati, avevano le scarpe pulite e ieri pioveva – dichiara la vittima – avevano delle calze per nascondere il volto. Uno aveva una tuta, un altro dei jeans. Sono scappati dalla porta d’ingresso principale, dall’altra parte dell’abitazione, dopo aver chiuso la porta di servizio per rovistare in casa. Chiedo che le istituzioni facciano qualcosa – conclude – come mi sarei potuta difendere? Avessi avuto un’arma… Ma un’arma la devi anche sapere usare. Questa gente fa quello che vuole”.

FONTE : http://www.streamingneuws.com/2018/04/03/60enne-legata-e-imbavagliata-per-rapina-le-rompono-un-braccio-sono-3-stranieri/amp/

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