Ecco come pagheremo anche i Parlamentari Tromb*ti. Ecco quanto si pappano i non eletti!…FACCIAMOLO SAPERE A TUTTI

Loading...
loading...

loading...

C’è chi non è riuscito, per sua scelta o per scelta degli elettore, ad essere confermato sugli scranni del Parlamento. Alcuni hanno lasciato la loro poltrona dopo decenni di attività.

Eppure, nonostante tutto, anche per loro sborseremo soldi pubblici.
In alcuni casi si tratta anche di cifre da capogiro.

Su il Giornale infatti leggiamo cifre da capogiro:

Già, perché per pagare le buonuscite, Camera e Senato stanno per staccare bonifici che sfiorano circa, secondo le stime, i 26 milioni di euro. È la liquidazione, una sorta di tfr ma esentasse, che spetta di diritto ai parlamentari uscenti non rieletti: entro trenta giorni dalla proclamazione dei nuovi inquilini di Montecitorio e Palazzo Madama, è previsto un assegno di fine mandato per chi se ne torna a casa. Più sobriamente chiamato «assegno per il reinserimento nella vita lavorativa» del parlamentare, che spesso però esce dal Palazzo ormai in età di pensione.

Loading...

Ammonta a circa novemila euro per ogni anno trascorso in Parlamento, pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo dell’indennità parlamentare versato in ogni anno di mandato. Va detto che si tratta di denaro trattenuto ogni mese dalla busta paga di 10.400 euro lordi dei parlamentari: 780 euro che finiscono nel fondo di solidarietà autonomo, gestito dalle tesorerie delle camere. Denaro che può essere reclamato in anticipo, alla fine di ogni mandato o accumulato. In ogni caso, la cifra viene finanziata dagli stessi contributi dei parlamentari senza veri oneri a carico del bilancio dei due rami del Parlamento. Ma parliamo pur sempre di soldi pubblici.*

Angelino Alfano, dopo diciassette anni trascorsi nei palazzi del potere, dalla Giustizia, al Viminale fino alla Farnesina, consentiranno di incassare, se in parte non l’abbia già fatto, 180mila euro. La «madre nobile» del Pd, come lei stessa si è definita, Rosy Bindi lascia senza rimpianti dopo aver varcato l’ingresso ella Camera per la prima volta nel 1994: «Ho lavorato in questo palazzo per 23 anni, vorrei tornare agli studi, al mio vecchio amore per la teologia». A 67 anni e sei legislature negli anni ha accumulato 270mila euro di «tfr». «Sono in Parlamento dal 1992 e prima sono stato consigliere regionale. Penso di avere già dato»: ha detto, Carlo Giovanardi e infatti ora il record dei tesoretti di fine mandato è suo. Con sette legislature e 35 anni di «servizio», la buonuscita complessiva di una carriera ha raggiunto 315mila euro. La gran parte già incassati per le cinque legislature a Montecitorio. Anna Finocchiaro ci è entrata nel 1987 e ci è rimasta fino al 2006 per poi trasferirsi al Senato, fino a oggi. Per questo da Palazzo Madama le spettano 108mila euro.

Wow, mica male per chi è stato appena sloggiato dal suo posto di lavoro.
Peccato che non tutti siano così fortunati quando “perdono” il proprio posto di lavoro.

Che ne pensate?

FONTE:https://adessobasta.org/2018/03/29/ecco-come-pagheremo-anche-i-parlamentari-trombti-ecco-quanto-si-pappano-i-non-eletti/

loading...
Loading...

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *