‘Basta bottiglie di plastica, bevete acqua del rubinetto’: ecco la nuova direttiva Ue

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Bruxelles dichiara guerra alle bottiglie di plastica acqua e dice: “Basta plastica! L’acqua del rubinetto è più sana ed accessibile.”

Questa è la strada che seguirà la Commissione Europea per modificare la direttiva Ue sull’acqua potabile, invitando i direttori di ristorazione e bar a promuovere l’acqua del rubinetto per evitare di vendere loro la minerale in bottiglia.

Le amministrazioni pubbliche sono tenute a rispettare la normativa creando spazi pubblici per favorire la distribuzione dell’acqua potabile attraverso le fontane.

La spesa dei paesi membri è stimata complessivamente tra l’1,6 e i 2,2 miliardi di euro.

Con degli accorgimenti mirati ad aumentare la qualità e l’accesso a tutti i cittadini degli stati membri, il commissario all’Ambiente Karmenu Vella e il primo vicepresidente Frans Timmersan hanno l’obiettivo di diminuire il consumo di bottiglie di plastica.

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I rifiuti da esse prodotti hanno un gravissimo impatto ambientale, stimati in circa 450mila tonnellate all’anno, in aumento vertiginoso.

Noi italiani dovremmo essere particolarmente sensibili a questa nuova normativa in quanto occupiamo la prima posizione nella classifica dei consumi d’acqua in bottiglia procapite, a 211 litri procapite nel 2016, quasi il doppio rispetto alla media europea di soli 120 litri.

Oltre al rispetto per l’ambiente, la normativa mira a garantire un risparmio consistente ai consumatori. Infatti un litro d’acqua del rubinetto cosa in media 2 millesimi di euro. L’acqua in bottiglia, invece, si attesta mediamente intorno ai 30 centesimi. 150 volte tanto.

Un cambio di abitudini a favore dell’ambiente e del nostro portafoglio.

E per la nostra salute?

Secondo alcuni l’acqua del rubinetto è anche più sana di quella in bottiglia. Il Fatto Quotidiano nel 2011 riportava l’opinione di Paolo Valera (ricercatore dell’Università degli studi di Cagliari, che fra il 2008 e il 2010 ha partecipato con un team a un progetto dell’unione europea che mirava a conoscere lo stato delle acque sotterranee di tutta Europa). Secondo Valera le acque in bottiglia presentano alte concentrazioni di elementi chimici potenzialmente tossici come berillio, manganese, alluminio, boro, arsenico e perfino uranio. Inoltre il ricercatore spiega che i parametri per i livelli di questi metalli nocivi nelle normative italiane siano eccessivamente superiori agli standard europei.*

fonte : https://www.silenziefalsita.it/salute/

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