STANGATA SULLA BOLLETTA! LA SCOPERTA CLAMOROSA DELLA GABANELLI!

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La “tassa” sui sacchetti bio che ha suscitato polemiche ad inizio 2018 è solo la punta dell’iceberg di una serie di costi che incideranno sul budget delle famiglie italiane nell’anno in corso. Tra i tanti rincari ci sono gas e luce, che aumentano rispettivamente del 5,3% e del 5%. Si tratta di un’ulteriore costo di circa 80 euro all’anno che le famiglie italiane dovranno sostenere. E se pensate di consumare poca elettricità per risparmiare, dal 2019 non potrete più farlo. Spiega Milena Gabanelli nella sua rubrica “Dataroom” per il Corriere della Sera*

Le vere ragioni dell’aumento
Guardando dentro la delibera, il grosso degli aumenti sono dovuti a ben altre ragioni. Un silenzioso decreto del Ministero dello Sviluppo Economico — approvato il 21 dicembre con parere positivo delle commissioni industria di Camera e Senato — ha deciso di fare lo sconto alle imprese energivore, ovvero quelle a forte consumo energetico, riversando i costi sulle famiglie e le piccole-medie imprese.

A beneficiarne sono grandi gruppi come Marcegaglia, Pirelli, Ilva, Lactalis, Nepi, San Benedetto, Uliveto, Zegna, De Cecco o Rana e altre 2.800 aziende di qualunque settore, dalle acciaierie ai salumifici. Pagheranno complessivamente 1,7 miliardi in meno, e pertanto — secondo il Ministero dello Sviluppo — diventeranno più competitive. Una motivazione legittima se non fosse che a pagare sono i clienti più piccoli, su cui si è spostato il carico degli oneri di sistema, una voce che in bolletta si aggiunge al costo dell’energia, e su quell’aumento del 5,3% lo sconto pesa per l’1,9%.

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“La prossima bolletta della luce arriverà con un aumento del 5,3%, quella del gas del 5% , che fanno 80 euro a famiglia. Perché? Servono a dare incentivi, al risparmio energetico, a finanziare nuove infrastrutture? A cosa serve questo aumento? L’Autorità per l’energia lo spiega bene. Il prezzo del gas aumenta durante i mesi freddi, anche se finora abbiamo avuto un inverno piuttosto temperato. Poi c’è stata un’estate troppo calda e si è prodotto poco idroelettrico e c’è una dispersione sulle reti del Sud; che vuol dire: non è stata fatta la manutenzione. Una voce che paghiamo in bolletta e che ha avuto un aumento del 50% negli ultimi 7 anni”.

L’ex conduttrice di “Report” prosegue elencando le ragioni dei rincari:
“Detto ciò, se uno va a vedere bene dentro la delibera, le ragioni, il grosso di questo aumento è dovuto a ben altro. Primo: un decreto silenzioso di fine dicembre ha stabilito che bisogna fare lo sconto a chi di energia ne consuma molta. Dal gruppo Mercegaglia a Pirelli, da Ilva a Lactalis (che tra l’altro è pure francese), Acqua Nepi, Uliveto, San Bendetto, gruppo Zegan, De Cecco, Rana. Insomma 2800 grandi imprese. E il conto, 1,7 miliardi, lo pagano le famiglie e le piccole imprese.

Secondo: incentivi alle rinnovabili. Giustissimo! Ma si danno anche agli impianti che producono elettricità con le schifezze (scarti industriali, oli pesanti), pratica che è stata vietata dalla Commissione europea dal 2003.
Terzo: finanziamento ai certificati bianchi. Servivano a fare efficienza. Ora servono a fare cassa alle società di distribuzione di energia elettrica. E non solo. Costano ai cittadini 7 milioni di euro al giorno”.

La mazzata ai cittadini arriverà però il prossimo anno: chi paga poco per l’elettricità si troverà in bolletta un aumento del 46%. Spiega Gabanelli:
“Da gennaio dell’anno prossimo arriva il bello! Scrive l’Autorità: ‘Con la riforma tariffaria, chi consuma poco si vedrà applicato un aumento fino al 46%’. Cioè tutte le famiglie! Il che vuol dire: è inutile stare lì a risparmiare, tenete pure tutte le luci accese che tanto non fa differenza!
Ora, c’è una ragione per fare tutto questo: rendere più competitive le grosse imprese e incentivare all’uso dell’elettrico al posto del fossile. Però, allora, ditelo dritto per dritto! Abbiamo deciso di favorire i grandi, qualcuno deve pagare questo prezzo e lo facciamo pagare ai piccoli. Invece di raccontare le storie dell’inverno freddo e dell’estate calda, no?”

fonte : http://www.lonesto.it/?p=36114

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