Il fedelissimo di Minniti viene escluso. Si vendica svergognando Renzi così!

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Tempo di campagna elettorale, in vista delle elezioni. Tempo, dunque, di preparazione delle liste. Tra volti nuovi, ex-soubrette, veterani e personaggi controversi, leggere la composizione delle liste dà sempre spunto per qualche polemica.

Questa volta a creare la polemica, e pure bella grossa, è l’Onorevole Nicola Latorre. Fedelissimo del Ministro Minniti, è parlamentare nella legislatura in corso nelle file del PD. Vanta un passato da dalemiano irriducibile.

Latorre, nella prossima legislatura, non avrà posto in parlamento. Nessuno scranno riservato per lui. Sì perché è uno degli esclusi eccellenti nelle liste del PD. Chiaramente non ha preso benissimo la sua esclusione e si è lasciato andare ad uno sfogo che non lesina frecciatine, specie verso Renzi.

Sono amareggiato, sarei ipocrita a negarlo. E lo sono soprattutto per le modalità. Avevo parlato un mese fa con i due segretari particolari di Renzi, Lotti e Guerini, e non mi avevano segnalato alcuna contrarietà ma tanti apprezzamenti“. Davvero non si aspettava di essere escluso.

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Questo il suo rapporto con Renzi: “Non ci ho mai parlato pur avendolo lealmente sostenuto. Solo uno scambio di sms qualche giorno e gli ho sollecitato una riflessione approfondita sulla Puglia. Ero convinto che non ci fossero problemi. E invece né un avviso, né una spiegazione, ma mi rendo conto che ognuno ha il suo stile“.

Continuano le stilettate verso il segretario del PD. Secondo Latorre, infatti, nella compilazione di queste liste sarebbe previsto il principio della fedeltà e non quello della competenza. Questo penalizza il Paese in quanto sono stati esclusi esponenti con una marcata sensibilità ai problemi italiani.

Sensibilità e competenza che verranno a mancare. “Escludere personalità esperte e capaci come Manciulli o Amendola  è un errore grave anche perché le altre forze politiche hanno dimostrato estraneità e posizioni sbagliate e pericolose. Tutti avevano dichiarato di volersi sottrarre al partito dell’uomo solo al comando e invece è scattato il bisogno di irreggimentare le rappresentanze parlamentari”.*

Infine, non manca la stoccata ad Andrea Orlando e alle cosiddette minoranze. Avrebbero solo fatto una “sceneggiata” e trovato un accordo su come piazzare i propri uomini. Una questione di convenienza, insomma.

Fonte: https://adessobasta.org/2018/01/29/il-fedelissimo-di-minniti-viene-escluso-si-vendica-svergognando-renzi-cosi/

 

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