Le abbiamo sfondato la vagina” Orrore nell’ospedale di Reggio Calabria

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Le indagini sugli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria e sui suoi medici, ieri hanno portato alle manette quattro ginecologi e all’interdizione altre sette persone.*

 

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Dalle intercettazioni emergono alcuni dettagli inquietanti. Alessandro Tripodi, primario facente funzioni, ride al telefono mentre racconta gli errori commessi dai medici, soprattutto contro le pazienti.

Le intercettazioni
Nei nastri, pubblicati oggi da ilDispaccio, quotidiano online calabrese, si sente il dott. Alessandro Tripodi fare “apertamente riferimento alla circostanza che il dott. Timpano, nel corso dell’intervento aveva cagionato alla paziente [Omissis] una perforazione della vescica, analogamente a quanto era accaduto nel caso della paziente denominata [Omissis]”.

Tripodi: minchia non sai che è successo, stanotte l’ira di Dio; Manuzio: eh? e di chi?; Tripodi: allora, quella lì, eh, di Timpano, che gli ha sfondato la vagina. Eh, allora, lo sai, ha la vescica aperta, (ride……ride….ride) (…) allora dal drenaggio esce urina .. te la ricordi a [Omissis]? Era oro…..mi ha chiamato Pina Gangemi…dottore vedete se potete venire che qua c’è l’ira di Dio…ride….ride che oggi……….2 litri di urina dal drenaggio (ride)…..in pratica…sono andato…. la vescica era aperta….l’hanno suturata in triplice stato…..”.

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Non c’è solo questo. Parlando con un altro collega, dr.ssa Manuzio, Tripodo dice: “Vadalà (il primario, Ndr) mi ha spiegato e mi ha detto io non lo so che cazzo hanno combinato, perchè l’isterotomia era fatta alta. Poi, dice c’era un buco nella vagina e l’utero in pratica era come se avessero fatto una..inc.le.. per fare un’isterectomia, la stessa cosa (ride) …… dice non ha capito neanche lui quello che ha fatto..sangue che usciva a fontana da sotto..inc.le..m’immagino a Timpano”

Non solo. Tripodi al telefono ride anche quando a perdere la vita è un bambino, a causa di un parto finito male che sarebbe stato realizzato dal primario, Pasquale Vadalà, e dalla collega Manuzio. “Ehi…- dice alla moglie al telefono – eh niente, gli è morto un bambino quà… a Vadalà e alla Manuzio…omissis… ho chiuso il cellulare apposta, cretina, perché sennò mi chiamava in continuazione Vadalà eh…omissis.. e infatti me ne sono andato subito (ma fuia subutu) (n.d.r. ride)…”.

Parlare al telefono degli errori/orrori commessi in sala operatoria sembra una cosa normale, all’ospedale di Reggio Calabria. In chiamata con un’altra collega, Tripodi avrebbe detto: “Si sono messi l’altro giorno a fare un’isterectomia per via vaginale”. Risponde la collega: “Eh?”. “Gli è rimasto l’utero nella mani”, ride Tripodi, “stava morendo la paziente”.

Anche il Gip Antonino Laganà è choccato da quanto emerge dai nastri delle intercettazioni: “Si ride letteralmente degli altrui errori medici – si legge nel documento riportato da ilDispaccio – forieri di devastanti conseguenze per le pazienti ignare vittime di tale situazione con ciò delegittimando e di fatto sfiduciando totalmente il singolo medico “preso di mira” e rilevando la drammaticità della situazione medica occorsa”.

fonte : http://www.ilgiornale.it/news/cronache/abbiamo-sfondato-vagina-orrore-nellospedale-reggio-calabira-1250074.html

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