Paura di non farcela

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Dopo più di 100 giorni il governo in Germania non è ancora nato. Tutti gli ostacoli che separano Angela Merkel da Martin Schulz

Non è ancora chiaro se si arriverà ad un rinnovo della Grande Coalizione, così come non si sa se sarà di nuovo Angela Merkel a guidare il Paese. Ciò che invece è ormai una certezza è che le trattative in corso per tentare di formare una nuova compagine governativa sono le più lunghe e complicate della storia tedesca post 1945.*

Sono passati oltre 100 giorni dalle ultime elezioni e la Germania non ha ancora una maggioranza. Da allora la Merkel si è ripetutamente incontrata con i rappresentanti degli altri partiti per proporre loro la formazione di una “stabile squadra di governo”. Finora invano. Dopo il naufragio delle trattative con i Verdi e i Liberali avvenuto alla fine dello scorso novembre la Cancelliera ha preso tempo e ha lasciato che il Natale e l’anno nuovo passassero. Ora è tornata all’attacco proponendo un’alleanza alla socialdemocrazia. Nonostante Martin Schulzavesse in un primo momento negato ogni sua disponibilità, alla fine i delegati della Spd gli hanno dato l’assenso a sondare il terreno per tornare a governare con la Cdu e la Csu in una “GroKo 3.0”, una grande coalizione nella sua terza edizione.

L’esito dei colloqui, però, è tutt’altro che scontato. Iniziati domenica scorsa essi non hanno ancora portato a nessun risultato. “Restano grandi ostacoli all’accordo” hanno dovuto ammettere sia Merkel che Schulz dopo quasi una settimana di discussioni. Il termine ultimo per ottenere un accordo sarebbe stato questo pomeriggio ma date le permanenti incomprensioni le trattative proseguiranno fino a notte fonda.

I punti condivisi finora emersi sono decisamente minoritari rispetto a quelli di contrasto. A unire Cdu e Spd vi è certamente una visione europeista in politica estera. Schulz ha proclamato la nascita degli Stati Uniti d’Europa entro il 2025, una visione condivisa dalla linea ufficiale del partito della Merkel che però si mantiene su posizioni più caute per non urtare la sensibilità protezionistica dei propri alleati bavaresi della Csu, i quali rivendicano la propria comunanza di vedute con il governo austriaco presieduto da Sebastian Kurz ma composto massicciamente anche dagli antieuropeisti della Ovp. L’europeismo di Schulz è “un sogno” che si scontra “con i concreti problemi dell’Europa ai quali siamo chiamati a dare risposta” ha detto Jens Spahn, sottosegretario alle Finanze, membro del comitato centrale della Cdu e da molti considerato come il delfino della Cancelliera.

Premere l’acceleratore sull’europeismo potrebbe voler dire accettare la proposta del presidente francese Emmanuel Macron di creare un bilancio comune e istituire un ministro delle Finanze dell’eurozona. La Merkel come anche diversi esponenti socialdemocratici hanno lanciato in tal senso segnali di apertura, le riserve provengono però da una Csu timorosa che ciò possa portare i tedeschi a pagare i debiti di altri, in particolare dei partner mediterranei, tra cui l’Italia.

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Un altro cavallo di battaglia in comune tra “rossi” e “neri” è la comune lotta alla crescita del partito di Alternative fuer Deutschland. Union che Spd hanno perso complessivamente 1,5 milioni di voti finiti invece ai nazionalisti, pertanto sia i primi che i secondi manifestano come prioritario il ritorno alla stabilità per ridurre la capacità di influenza parlamentare di questo soggetto politico. In caso di formazione di un governo di minoranza, infatti, i parlamentari della Afd sarebbero gli unici a gioire perché da soli con il loro 13 per cento potrebbero avere i numeri per addirittura di boicottare l’approvazione di nuove leggi. Il governo di minoranza rimane dunque opzione di extremis. Per ora. Sarà così anche nei prossimi giorni? I pomi della discordia sembrano essere duri a morire.

Il primo nodo da sciogliere riguarda le politiche migratorie, un fattore molto sentito dai cittadini e con forti implicazioni emotive. Nello specifico i due fronti non riescono ad accordarsi sulla questione del ricongiungimento familiare dei profughi. Coloro che godono solo di protezione sussidiaria non possono attualmente chiedere il ricongiungimento familiare. La norma che prevede questa misura è stata voluta dall’ala conservatrice della Cdu per evitare che l’ingresso di oltre un milione di persone nel 2015 si traducesse nell’afflusso in Germania dei loro parenti. Essa sarà in vigore fino al prossimo marzo, l’Union vorrebbe estenderla mentre i socialdemocratici ne vorrebbero l’estinzione. II tempi stringono, gli elettori di entrambi gli schieramenti chiedono prese di posizioni nette e antitetiche.

Un altro terreno di scontro riguarda l’assistenza sanitaria: la Spd chiede di tornare ad un livello di contribuzione in cui datore di lavoro e dipendente si dividano esattamente a metà l’onere contributivo. Inoltre la socialdemocrazia vuole parcelle mediche uguali per tutti, a prescindere se il cittadino sia a carico dello Stato o di un ente privato. L’Union ha risposto negativamente a queste richieste e fino ad ora non ha dato segni di apertura.

In campagna elettorale sia Union che Spd hanno dichiarato di voler ridurre la pressione fiscale, ma anche su questo terreno non mancano gli scontri. L’ex ministro delle FinanzeWolfgang Schäuble ha annunciato di voler attuare sgravi pari a 15 miliardi di euro da controbilanciare con le cospicue entrate fiscali degli ultimi anni, volendo così mostrare i vantaggi che i contribuente tedesco trarrebbe dalle politiche finanziarie dal lui promesse nel corso dell’ultima legislatura.La socialdemocrazia invece non condivide questa narrazione e chiede invece di alleggerire la pressione su redditi medi e bassi aumentando invece le tasse per le fasce più abbienti, in particolare per i grandi ereditieri.

Un ultimo fattore destabilizzante per la Groko 3.0 è l’ostilità nei suoi confronti da parte delle ali giovanili di entrambi gli schieramenti. Da una parte come dall’altra i giovani fremono. Sul “fronte rosso” il movimento giovanile dei giovani socialisti (Jusos) accusa Schulz di stare distruggendo la storia e svendendo l’identità del partito riducendolo ad essere un’ala sinistra subalterna alla Mutti. Il leader giovanile Kevin Kühnert ha dato il via a un tour anti Groko che girerà per tutta la Germania per convincere i cittadini che l’alleanza con la Merkel significherebbe l’estinzione della sinistra tedesca. Sull’alta sponda non sono pochi i malumori dell’ala conservatrice dei giovani della Cdu che lamentano una fuga della propria militanza verso movimenti più radicali.

Fino ad adesso i membri di entrambi gli schieramenti hanno ricevuto l’ordine di non rilasciare dichiarazioni. Saranno i vertici ad annunciare se un accordo sarà stato raggiunto. Cosa che avverrà a notte fonda. Se avverrà.

fonte : http://www.huffingtonpost.it

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